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Memoria cinestetica: non fidarti delle sensazioni

Memoria cinestetica: non fidarti delle sensazioni

Sentiamo ciò che sentiamo, ma non sempre interpretiamo ciò che sentiamo nel modo più preciso possibile. La Tecnica Alexander implica una serie di lezioni in cui l’insegnante aiuta l’allievo ad apprendere i processi necessari per rieducare il corpo e riappropriarsi della naturale memoria cinestetica. Questo ci permette di capire meglio ciò che stiamo realmente facendo rispetto a ciò che pensiamo di fare.

Frederick Matthias Alexander ha parlato dell’inattendibilità del nostro feedback sensoriale proprio in relazione alle sensazioni corporee.

In “The Use of the Self” Alexander scrive:

“Generalmente crediamo che se ci viene detto che cosa fare per correggere il modo sbagliato di compiere un’azione, noi lo possiamo tranquillamente realizzare. Tuttavia, le mie osservazioni dimostrano che tale credenza è – in realtà – solo un inganno.”

testa in avanti

Una delle abitudini posturali più comuni che è possibile notare in molte persone è la tendenza di posizionare la testa fuori equilibrio. In pratica il viso viene leggermente inclinato verso l’alto e la parte posteriore del cranio leggermente inclinata verso il pavimento.

F. M. Alexander descrisse questo atteggiamento come “portare la testa indietro e verso il basso”.

Perché orientiamo le nostre teste in questo modo? Semplicemente perché questa postura non viene vissuta come “indietro e in basso”, anzi ci sembra corretta proprio perché seguiamo la nostra – ormai corrotta – memoria cinestetica. Spesso quando riposiziono la testa di uno studente in una posizione migliore molti riportano l’esperienza che il loro viso è ora inclinato verso il basso e in avanti sul pavimento.

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Sempre in “The Use of the Self” F. M. Alexander scrive:

“Nel mio caso , come in altri, ebbi modo di provare che il controllo istintivo e la direzione del proprio uso, erano diventati così insoddisfacenti e le relative sensazioni così inaffidabili come guida, che potevano condurre all’opposto di quello che desideravo o pensavo di fare. Se allora, come sospettavo, questa inaffidabilità del modo di sentire era un prodotto della vita civilizzata, si sarebbe arrivati, col tempo, ad una minaccia sempre più grande. […] Iniziai così a riconsiderare le mie difficoltà alla luce di questo fatto nuovo.

Alcuni punti mi colpirono in modo particolare:

  • tirare la testa all’indietro e verso il basso, quando sentivo che la stavo ponendo in avanti e in su, era la prova che l’uso delle parti specifiche era male indirizzato e questa cattiva direzione era collegata con un modo di sentire ingannevole;
  • la cattiva direzione era istintiva ed era associata con modi di sentire non affidabili, essa perciò era parte integrante dell’uso abituale di me stesso;
  • la direzione istintiva e scorretta mi conduceva ad un abituale uso scorretto di me stesso, compreso il più evidente uso sbagliato della testa e del collo; tale direzione scorretta, in altre parole, era la mia risposta istintiva (reazione) agli stimoli della vita.

E’ importante ricordare che, in tutte le attività, l’uso di una parte specifica è strettamente collegata con l’uso di altre parti dell’organismo e l’influenza esercitata da queste parti, l’una sull’altra, è in continuo cambiamento relativamente al modo d’uso delle stesse. Se una parte del corpo è direttamente impiegata in modo nuovo e perciò ancora inusuale, lo stimolo di usare quest’ultima nel modo nuovo è debole al confronto con lo stimolo di usare nel vecchio e solito modo le altre parti del corpo indirettamente coinvolte nell’azione.

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Per esempio, quando una persona si abitua a tenere una spalla più sollevata dell’altra di solito non se ne accorge e per lei quell’atteggiamento è normale. Così quando l’insegnante la invita ad abbassare la spalla fino a farla tornare in equilibrio inizialmente la persona avrà la sensazione di non essere affatto bilanciata!

Se sentiamo che un movimento è corretto siamo convinti che lo sia, ma in realtà la sensazione potrebbe essere governata principalmente dalla forza delle nostre abitudini. Questo perché la memoria cinestetica è tarata su un modello vissuto come comodo e corretto.

La spina dorsale della Tecnica Alexander è il modo in cui vengono utilizzati la testa, il collo e la schiena. Più specificamente, la testa dovrebbe essere bilanciata (in avanti e in alto) in modo tale che la lunghezza della colonna vertebrale e del collo non siano accorciate o compresse. Questo vale per qualsiasi attività: infatti ogni azione dovrebbe iniziare con il rilascio dei muscoli del collo.

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